Esame medico
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Attualmente, solo il 46% delle imprese del capoluogo emiliano offre forme di welfare aziendale a tutti i suoi dipendenti

Sono sempre di più i bolognesi che vogliono lavorare per aziende interessate a migliorare il loro benessere, offrendo uno stipendio adeguato, ma anche servizi di welfare che vadano a migliorare sensibilmente le loro condizioni. È quanto emerge dall’ultima indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, secondo cui a Bologna l’84% dei dipendenti che non ha modo di usufruire di questi benefit vorrebbe fossero introdotti.

Dalla stessa ricerca emerge anche che solo il 46% delle aziende bolognesi offre questi servizi a tutti i dipendenti, mentre un ulteriore 17% li prevede solo per alcuni inquadramenti. Infine, circa oltre un’azienda su tre (37%) ad oggi non prevede piani di welfare aziendale.

Tra chi non ne dispone, a generare l’interesse maggiore sono soprattutto i benefit riguardanti l’assistenza sanitaria, come costi ridotti per servizi sanitari convenzionati e rimborso di spese mediche, di cui vorrebbe poter usufruire il 63% degli intervistati. Al secondo posto si trovano i fringe benefit (44%), che vanno dai buoni spesa all’auto aziendale, seguiti dai bonus mobilità (22%), come gli abbonamenti al trasporto pubblico.

Avere dei servizi sanitari inclusi nel proprio contratto di lavoro, dunque, si conferma un’opportunità sempre più interessante, in un contesto in cui la maggior parte dei bolognesi soffre i tempi d’attesa troppo lunghi del SSN (77%), ma anche l’aumento dei costi delle cure mediche negli ultimi anni nel settore privato (62%).

Tra coloro che invece dispongono di servizi di welfare nel proprio contratto di lavoro, il 58% afferma di aver usufruito proprio delle agevolazioni sulle cure mediche negli ultimi 12 mesi. Gli esami specialistici più effettuati sono i test dell’udito (64%), le visite oculistiche (59%) e le visite dermatologiche (45%), che garantiscono un notevole risparmio sul portafoglio familiare.

Nonostante ciò, dalla ricerca è emerso che solo il 48% del campione si dice soddisfatto del welfare aziendale offerto, a cui si aggiunge un 10% di molto soddisfatti. Questi dati mostrano come serva fare ulteriori progressi per introdurre o ampliare misure che stanno diventando sempre più importanti e richieste.