DAM 2022
(©Ufficio Stampa Comune di Imola)

Si tratta di Mansoureh Gholami, Alice Masini e Andrea Sessa – In precedenza Ilaria Chiocchio aveva conseguito il titolo 29 marzo nella Sala grande di Palazzo Sersanti

Qualche giorno fa nella sala del Consiglio comunale di Imola, in municipio, Mansoureh Gholami, Alice Masini e Andrea Sessa, ovvero 3 dei 4 dottorandi del primo ciclo del dottorato di ricerca di Imola in “Salute, sicurezza e sistemi del verde” hanno brillantemente discusso la loro tesi di dottorato. I risultati di tre anni di intenso lavoro di formazione e di ricerca sono stati presentati ad una commissione di eminenti professori di varie Università, anche straniere.

La sede di Imola dell’Alma Mater ha raggiunto uno strategico obiettivo quando nel 2018 ha potuto attivare un dottorato di ricerca interdisciplinare, internazionale, innovativo e intersettoriale, frutto del lavoro congiunto di vari dipartimenti. In questa sede dell’Università di Bologna il primo e secondo livello della formazione si andava così a completare con il terzo livello.

“Grande onore quindi poter svolgere l’esame finale di dottorato dei dottorandi del primo ciclo di questo dottorato nella sede del Comune, in una sala così importante e prestigiosa per la città, quella appunto del consiglio comunale – ha evidenziato la prof.ssa Patrizia Tassinari, referente accademico della sede di Imola di Unibo – Il sindaco non solo ha generosamente concesso l’ospitalità, ma ha anche onorato la commissione i dottorandi e gli ospiti con la sua presenza. A testimoniare la straordinaria sinergia fra enti e istituzioni di questa città – quali il Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, il Con.Ami, l’Azienda sanitaria locale e altri ancora –  e l’Alma Mater – Università di Bologna”.

Alla cerimonia era presente anche Ilaria Chiocchio, che ha discusso la sua tesi di dottorato il 29 marzo scorso, nella sala grande di Palazzo Sersanti.

La prof.ssa Patrizia Tassinari, all’avvio della discussione, ha ricordato a tutti i dottorandi che erano presenti, ai loro familiari e amici, ai docenti e alla commissione, i molti forti messaggi che si potevano cogliere in quella sala. “Si tratta indubbiamente dei busti delle personalità di grande cultura scientifica e politica del territorio imolese, la cui rilevanza è andata ben oltre i confini del territorio locale. Uno di questi quattro busti è quello di Giuseppe Scarabelli, uno scienziato poliedrico, politecnico (geologo, paleontologo, archeologo e politico italiano): un vero e proprio antesignano ed esempio di quella interdisciplinarietà che tanto oggi la scienza e l’accademia invocano e che rappresenta anche il pilastro del dottorato di Imola. Non si poteva tacere- al proposito- la recente scoperta a cura dell’associazione ex-allievi Scarabelli con la fattiva collaborazione dell’archivio diocesano della casa natale di Scarabelli: palazzo Vespignani, principale sede universitaria dell’Alma Mater Studiorum in Imola: una straordinaria assonanza” ha sottolineato la prof.ssa Patrizia Tassinari.

Da parte sua, nel congratularsi con Mansoureh Gholami, Alice Masini e Andrea Sessa,il sindaco Marco Panieri ha dichiarato: “abbiamo accettato con entusiasmo fin da subito l’idea di collegare ulteriormente Comune e Alma Mater ospitando questa cerimonia in municipio. Per questo, abbiamo messo a disposizione la sala più importante e rappresentativa della città, perché vediamo nella presenza dell’Università di Bologna il futuro della nostra comunità. Siamo qui per rimarcare l’importanza del sapere e della formazione e condividere il vostro percorso con la nostra città, nella quale avete investito una parte della vostra vita. Proprio perché crediamo nel ruolo propulsivo dell’università e della conoscenza abbiamo costruito un progetto ambizioso, come quello della presenza dell’Alma Mater nel complesso dell’Osservanza, per connettere sempre più fra loro università, autodromo e sanità. Tutto questo è il frutto di un gioco di squadra che vede insieme a noi anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, il Con.Ami  e l’Ausl di Imola, che ringrazio, così come l’Università stessa. Stiamo operando tutti insieme per creare occasioni per promuovere il lavoro di qualità e costruire un modello di società, una sorta di cluster,che riteniamo possa essere ottimaleper sperimentare quello che si studia e che qui si può più facilmente ‘mettere a terra’. Avviando, in specifico, molti progetti nel campo della sostenibilità ambientale, del verde, della sicurezza e della salute proprio per costruire una migliore qualità ambientale e della vita”.