Bologna firma casa delle religioni
(Giorgio Bianchi)

Il Sindaco, il Rettore, l’Arcivescovo, il Rabbino e il Presidente della Comunità Ebraica e il Presidente della Comunità Islamica hanno firmato un protocollo d’intesa

Una “Casa dell’incontro e del dialogo tra Religioni e Culture” è quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato dal sindaco di Bologna e della Città Metropolitana Virginio Merola, dal Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna Francesco Ubertini, dall’Arcivescovo Matteo Maria Zuppi, dal Rabbino Capo Alberto Sermoneta e dal presidente della Comunità Ebraica Daniele De Paz, dal presidente della Comunità Islamica Yassine Lafram.

Il Protocollo sancisce un percorso di collaborazione che i firmatari hanno condiviso e che porterà la “Casa” a essere un luogo di scambio che confermerà il ruolo di Bologna come città solidale e plurale, nella collaborazione tra comunità religiose, società civile e agenzie culturali per un integrale progresso umano, sostenibile e condiviso.

Per questo il Protocollo è aperto alla sottoscrizione delle confessioni religiose presenti nell’area metropolitana di Bologna che ne condividono le finalità e gli obiettivi e intendono collaborare al loro raggiungimento.

Con questa intesa il Comune di Bologna si impegna a proporre una sede per la “Casa” che sarà finanziata da contributi pubblici e privati.

Entro un mese ogni firmatario dovrà indicare uno o due delegati per costituire un gruppo operativo che avrà il compito di definire tutti gli aspetti progettuali e funzionali del progetto, da sottoporre ai firmatari di questo protocollo per la delibera e la costituzione della “Casa” da avviare entro sei mesi.

“Questa Casa irrobustirà la prospettiva di una comunità aperta e solidale – sottolinea il sindaco Virginio MerolaLa firma è avvenuta nel giorno dello Yom HaShoah in cui si ricordano i sei milioni di ebrei vittime del nazifascismo. L’antisemitismo, il razzismo e le persecuzioni religiose di cristiani e musulmani che sfociano in atti terroristici sono l’esempio dell’intolleranza che questo progetto vuole combattere in modo fattivo per contribuire alla coesione della nostra comunità”.