Bologna statua Dalla piazza Cavour
(Ufficio Stampa Comune di Bologna)

A donarla al Comune è stato Lino Zaccanti, cugino ed erede del grande cantautore bolognese

I giardini di Piazza Cavour, la Piazza Grande dell’omonima canzone, saranno il luogo in cui Lucio Dalla dimorerà per sempre, pronto ad accogliere chi vorrà fermarsi e sedersi accanto a lui a riposare, a pensare o a osservare, come Lucio faceva in giro per la città, raccogliendo i frammenti di vita che diventavano poi, molto spesso, canzoni.

Il Sindaco Virginio Merola ha infatti inaugurato la statua dedicata a Lucio Dalla. La scultura è opera dell’artista Antonello Paladino ed è stata donata al Comune di Bologna da Lino Zaccanti, cugino ed erede di Lucio Dalla che, legato all’artista da un particolare rapporto di affetto, oltre a condividere con i cugini l’omaggio della lapide che verrà successivamente posata, ha voluto rendere anche un personale tributo alla memoria di Lucio Dalla e alla città di Bologna e ha personalmente curato la posa dell’opera approvata dalla Soprintendenza. Ora l’opera entra a far parte del patrimonio del Comune di Bologna che ne assicurerà la conservazione negli anni.

“Ricordo quando con Lucio e tanti amici giocavamo nel giardino di Piazza Cavour – dice Lino Zaccanti – eravamo bambini, portavamo i calzoni corti e questo era per noi il centro dell’universo. A Lucio la mia famiglia ed io siamo sempre stati molto legati ed era importante per me provare a restituirgli con questo omaggio tutto l’affetto che ci ha sempre dimostrato. Mi emoziona vedere questo mio desiderio finalmente realizzato e sono felice di poter contribuire a ricordare questo grande uomo e questo grande artista”.

L’intento della Fondazione Lucio Dalla è di accogliere, condividere e dare vita ad un grande ricordo corale, diffuso e articolato in iniziative diverse. Certamente nelle celebrazioni del prossimo biennio, con il decennale della scomparsa e gli ottanti anni dalla nascita, Bologna sarà centrale, ma il desiderio della Fondazione è quello di dare al ricordo e al racconto un respiro ampio, con un coinvolgimento di tutta l’Italia.