Acqua metro zero
(©Bologna Metropolitana)

Un progetto per ridurre il consumo di plastica e rendere maggiormente sostenibili gli stili di vita lavorativi

Una borraccia termica ai dipendenti e alle dipendenti della Città metropolitana e l’installazione in tutte le sedi di un erogatore di acqua pubblica, microfiltrata.

È quanto sta avvenendo negli uffici di Palazzo Malvezzi e delle sedi distaccate con il progetto “Acqua a metro zero”, la cui dicitura è riportata su borracce ed erogatori.

In epoca pre-Covid la Città metropolitana aveva avviato al proprio interno il percorso partecipato “Stili lavorativi sostenibili”, che in parte era stato interrotto a causa della pandemia e dello smart working straordinario che ha tenuto le lavoratrici e i lavoratori lontani dalle sedi di lavoro.

Ora questa azione è stata ripresa nella convinzione che occorra contribuire alla riduzione dei rifiuti sui luoghi di lavoro e per promuovere l’utilizzo dell’acqua pubblica.

Obiettivo principale del percorso partecipato è portare la sostenibilità al centro della quotidianità del personale della Città metropolitana, nella convinzione che siano proprio i piccoli gesti individuali a fare la differenza; l’intento dell’Ente è quello di facilitare comportamenti sostenibili e incentivare uno stile di vita in un’ottica di riciclo e di riuso tale da contribuire alla riduzione dell’uso della plastica.

Il progetto “Stili lavorativi sostenibili” rientra tra i progetti pilota dell’“Agenda 2.0 per lo sviluppo sostenibile della Città metropolitana di Bologna”, nell’ambito dell’Accordo di collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica (MITE).