ASP Imolese convegno Modena
(©Ufficio Stampa Comune Imola)

L’ASP Circondario Imolese ha illustrato le buone prassi del progetto “Costruire Comunità”

Anche l’ASP Circondario Imolese è stata protagonista al Seminario “Percorsi Riparativi e Comunità Territoriali: quali sfide per una cultura della giustizia minorile?”, svoltosi nei giorni scorsi a Modena, al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia e organizzato dal Centro Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna e Marche, con il patrocinio del ministero della Giustizia e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il seminario è stata l’occasione per presentare la positiva esperienza sviluppata da Asp Circondario Imolese, partendo dal progetto “Costruire comunità”, finanziato dal Comune di Imola.

Dal progetto “Costruire comunità”, attraverso il progetto Pel-è del Centro Giustizia minorile per l’Emilia-Romagna e Marche, alla consapevolezza che solo attraverso una comunità educante che sappia essere anche riparativa si può costruire sicurezza sociale: questo il percorso testimoniato dall’Asp Circondario Imolese, con la dirigente del Servizio Sociale, Susi Lamieri e l’educatrice Fatima Raftali, che hanno evidenziato: “il reato crea recisione di legami sociali, la giustizia che costruisce è quella che sa ricostruire anche i legami sociali recisi. Ed è l’unica risposta alla marginalizzazione dei ragazzi più fragili. Lo strumento per fare ciò sono le relazioni autentiche che portano alla narrazione di sé in equi-prossimità”.

Da parte sua, Daniela Spadoni, assessore al Welfare del Comune di Imola e Presidente dell’assemblea dei soci di ASP Circondario Imolese ha commentato: “sono molto contenta di essere stata presente al seminario, insieme anche ad Aswin, alla sua educatrice Valentina (Solco) e alla educatrice di ASP Erica, e sono molto orgogliosa che i nostri servizi sociali siano stati chiamati a relazionare sui progetti posti in campo. Significa che il lavoro che stiamo facendo vuole essere preso di esempio in altre comunità”.

Per l’assessore Daniela Spadoni “dobbiamo cambiare la narrazione, se vogliamo che i nostri ragazzi imparino un linguaggio diverso dalla violenza e dall’odio che spesso presentiamo loro come unico linguaggio possibile. I percorsi di giustizia riparativa hanno insegnato che “ciascun volto è il simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto. E trattando gli altri con dignità si guadagna anche il rispetto per se stessi”. Quando si parla di percorsi, però, si parla di ragazzi e ragazze in carne e ossa che hanno provato e trovato in essi un diverso senso della vita. Voglio ringraziare gli operatori dell’ASP tutti, e anche quelli della nostra cooperazione sociale e delle nostre associazioni di volontariato, perché hanno voglia ancora di sperimentare nuove strade solo per il benessere di tutta la comunità”.