Jascha Blume e Nunzia Vannuccini Altro Spazio
Jascha Blune e Nunzia Vannuccini, titolari de l'Altro Spazio

L’inaugurazione sabato 22 ottobre in via del Pratello 96/a

L’Altro Spazio si fa in tre per la cultura dell’inclusività e apre a Bologna il terzo locale completamente accessibile, del tutto privo di barriere fisiche e immateriali. Sabato 22 ottobre (ore 19.00) sarà inaugurato, infatti, l’Altro Spazio da Osvaldo, nell’ex sede dello storico bar Osvaldo, in via del Pratello 96/a, chiuso ormai da oltre un anno.

La nuova vita del locale è frutto del felice incontro tra l’oste Osvaldo Caracciolo, che per anni è stato l’iconica anima del posto, tanto da diventare nel 2001 anche ispiratore e protagonista del docufilm sul Pratello Paris Dabar’, e l’imprenditrice sociale Nunzia Vannuccini, titolare e fondatrice de l’Altro Spazio, insieme al compagno Jascha Blume, artista e filmmaker olandese, sordo.  

A muovere questa nuova sfida – spiega Nunzia Vannuccini – è stata la volontà di costruire all’Altro Spazio da Osvaldo non solo un luogo di ritrovo e ristoro, ma un ambiente educante, concepito per essere di per sé propulsore di una cultura accessibile e inclusiva, da sempre cifra costitutiva del progetto l’Altro Spazio”. “Siamo onorati – sottolinea Jascha Blume di ricevere il testimone della storia di questo luogo, così simbolico per il Pratello e per Bologna. Con Osvaldo c’è stato subito un riconoscersi, una visione comune sull’importanza della condivisione e sul senso di comunità”.

La nuova sede, che si aggiunge al primo l’Altro Spazio aperto nel 2015 in via Nazario Sauro e all’Altro Spazio al Pratello nato nel 2018, sarà un luogo di ritrovo aperto e interculturale. Come negli altri due locali, l’arredamento, in gran parte autoprodotto con materiali naturali e di recupero, è progettato per accogliere sia i clienti sia i lavoratori con disabilità, che già oggi sono l’80% dello staff. Essere serviti al bancone da una barista sorda o ipovedente, oppure vedere un cameriere con in mano un vassoio sfrecciare in carrozzina, in questi luoghi, è la normalità.

Non mancheranno un corner riservato alle opere di artisti e designer disabili provenienti da tutto il mondo, presentazioni di libri, mostre, incontri, corsi di formazione e performances inclusive dal vivo. Da gennaio torneranno anche gli aperitivi al buio. Naturalmente, si parleranno tutte le lingue, incusa la Lis, la Lingua dei segni italiana. La cucina, invece, sarà prettamente campana. Un occhio di riguardo sarà riservato alle famiglie. Per loro, il sabato e la domenica mattina, sono previsti laboratori e attività creative. Per i bambini, inoltre, sarà sempre a disposizione una fontanella d’acqua da cui potranno bere liberamente da soli e giochi di legno sostenibili, realizzati a mano.

Alla vigilia dell’inaugurazione, si pensa già al futuro. Tra gli obiettivi più prossimi, anticipano Vannuccini e Blume “c’è quello di ampliare ulteriormente lo staff con nuove assunzioni. Tutti i progetti successivi saranno costruiti insieme alle persone che vivranno con noi lo spazio, con l’obiettivo comune di integrare sempre di più stili di vita e punti di vista diversi, sperimentando e diffondendo dal basso la cultura dell’altro, contro ogni tipo di esclusione e discriminazione”.  

L’Altro Spazio da Osvaldo sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 all’1.30 e la domenica dalle 10.00 alle 24.00.