OXO e Nicolò Mulas Marcello

Realizzato dall’Associazione Insert Coin APS di Bologna, OXO costituisce anche un interessante lavoro di recupero di uno dei primi esperimenti di intelligenza artificiale

L’Associazione Insert Coin APS ha creato una riproduzione perfettamente funzionante di OXO, il primo videogioco con grafica mai realizzato. A 72 anni dal suo sviluppo ad opera di Alexander S. “Sandy” Douglas, che nel 1952 lo programmò come prova per la sua tesi di dottorato all’Università di Cambridge sulla “interazione Uomo-Computer”, OXO rivive oggi grazie ad una fedele riproduzione realizzata dal team dell’Associazione culturale bolognese Insert Coin APS. Frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e di riproduzione del codice originale, la riproduzione di OXO rispecchia anche la logica dell’intelligenza artificiale dell’epoca e ne dimostra la sua interazione con l’uomo.

OXO consiste nel classico gioco del “tris” basato su una scacchiera 3×3 in cui i due avversari si sfidano nel disegnare una sequenza di tre X o di O (da qui il nome OXO). Il videogioco era pensato per sfidare il computer e per dimostrare le potenzialità della nascente tecnologia. Il progetto originale era stato programmato su EDSAC, uno dei primissimi computer elettronici digitali della storia, costruito all’Università di Cambridge.

Il giocatore umano selezionava la propria mossa attraverso un selettore a disco di un telefono. Selezionando un numero dall’1 al 9 dal disco telefonico, il giocatore umano posizionava il suo simbolo sulla rispettiva casella della scacchiera. Il computer rispondeva con la sua mossa per bloccare l’avversario o per selezionare la mossa vincente, analizzando e adottando la strategia migliore. Per questo motivo, OXO può considerarsi anche uno dei primissimi esperimenti di intelligenza artificiale. La partita veniva visualizzata su un monitor a tubo catodico da 6 pollici illuminato a fosfori verdi.

Il progetto realizzato dall’Associazione Insert Coin riproduce lo stesso tipo di selettore input grazie ad un telefono originale del 1949. Ed anche il monitor è stato interamente ricostruito sfruttando materiali originali dei primi anni 50.

«Il progetto ci ha impegnati per diversi mesi, sia per la ricerca di informazioni, sia per quanto riguarda la scrittura del codice, – spiega Nicolò Mulas Marcello, Presidente di Associazione Insert Coin – ed anche per il recupero di tutti i materiali dell’epoca con cui è stato realizzato. La sfida più grande è stata quella di riprodurre l’intelligenza artificiale che nel 1952 dava vita al computer, e per questo ringrazio l’amico programmatore Flavio Martinelli che ha dato una grande mano nella scrittura del codice per la piattaforma hardware Arduino».

Il progetto “OXO” (1952) si va ad aggiungere alle altre riproduzioni realizzate da Associazione Insert Coin APS con intento didattico e divulgativo, come “Tennis For Two” (1957) e “Spacewar!” (1962) e mira (come è successo per il Videogame Art Museum, oggi purtroppo chiuso) a fare rivivere o scoprire ad appassionati e curiosi di tutte le età, quella che è considerata la preistoria del videogioco con questi primi esperimenti videoludici che non tutti conoscono.