Cibo salutare
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Due bolognesi su tre mangiano quasi esclusivamente cibo cucinato in casa

Il buon cibo è da sempre parte della cultura italiana, con la nostra cucina che è una delle più apprezzate in tutto il mondo. Ma mangiar bene è anche una questione di salute, oltre che di gusto: quanto ne sono consapevoli i bolognesi? E come si comportano rispetto alle loro scelte alimentari? Su questo argomento si concentra l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, che insieme a Nomisma ha interrogato gli abitanti del capoluogo emiliano in merito al loro rapporto col cibo.

La prima notizia è che il numero di bolognesi che dichiara di seguire una dieta o un regime alimentare controllato è in calo: se nella rilevazione effettuata nel 2021 erano quasi la metà (45%), oggi il dato è sceso al 39%. Questa percentuale è composta solo per il 16% da chi si è affidato a uno specialista, come un dietologo o un nutrizionista, nonostante il 53% degli intervistati si dichiari interessato a farsi seguire da un professionista dell’alimentazione. Molti optano invece per il “fai-da-te” o per il consiglio di amici e parenti (20%), mentre nel resto dei casi uno specifico tipo di alimentazione è stato suggerito dal medico di base (2%) o da un personal trainer (1%).

Ma perché seguire una dieta? Le motivazioni più spesso citate sono il volersi mantenere in forma e curare il proprio aspetto fisico (55%), insieme al sentirsi bene con se stessi (52%). In secondo piano, ma comunque importanti, ci sono le questioni legate alla salute: da chi vuole risolvere un problema di sovrappeso o obesità (36%), a chi cerca di fare prevenzione rispetto a malattie e altri disturbi (22%), o anche chi ha dovuto cambiare il proprio regime alimentare dopo aver riscontrato dei valori fuori norma nelle analisi del sangue (20%).

In ogni caso, che sia a dieta o meno, a Bologna circa un intervistato su tre (32%) dice di aver mangiato in modo più sano ed equilibrato nell’ultimo anno, e il 53% ritiene le buone abitudini alimentari un aspetto fondamentale della propria salute.La dieta mediterranea risulta molto diffusa, con il 41% che la indica come lo stile alimentare più simile al proprio. Seguono, a una certa distanza, le diete ipocaloriche (12%), alimentazioni personalizzate in base alle proprie esigenze specifiche (12%) e le diete iperproteiche (11%). Si descrive invece come vegano o vegetariano il 7% degli intervistati.

Nonostante i ritmi di vita sempre più frenetici, due bolognesi su tre (66%) rivelano infine di mangiare cibo cucinato in casa in tutti i pasti o quasi. Uno su tre (33%) consuma anche cibi pronti o da riscaldare almeno 2 o 3 volte alla settimana, mentre solo il 12% dichiara di utilizzare almeno 2 o 3 volte a settimana i servizi di takeaway o delivery.