Virtus Bologna campioni italia 20 21
(Sito web Virtus Bologna)

Con la vittoria 4-0 sull’Olimpia Milano, la squadra conquista il 16° scudetto

Dopo vent’anni, la Virtus è campione d’Italia. Lo scudetto numero 16 arriva con una sonora vittoria 4-0 sull’Olimpia Milano. La quarta partita è stata dura, ma i bianconeri l’hanno portata a casa ancora una volta con l’intensità e la difesa. Tutta la Segafredo ha difeso in maniera incredibile, da squadra vera. Milano è stata tenuta a 19 punti nei secondi 20′, la chiave è stata questa. E così è arrivata la decima vittoria in fila in questi playoff trionfali, e il tricolore cucito sul petto.

Milos Teodosic è stato votato come MVP delle finali LBA. Queste le sue dichiarazioni:È il motivo per cui sono venuto qui, per realizzare il sogno. Il premio da mvp? Conta poco, contano compagni di cui sono orgoglioso e con cui abbiamo fatto sforzi enormi per superare le difficoltà, fare un grande percorso e battere per 4-0 una grande squadra. Il futuro? Resterei qua ma adesso non è proprio il momento per pensarci.”

Marco Belinelli – Avevo bisogno di obiettivi, di motivazioni e di sentirmi vivo. Avevo tanta voglia di vincere e lo abbiamo dimostrato. Ho vinto con la Fortitudo, ho vinto con gli Spurs e ho vinto qui, al primo colpo. Nell’ultimo mese abbiamo giocato una pallacanestro clamorosa: non è la vittoria del singolo ma di tutta la squadra, e tutti lo hanno notato. Ringrazio un grande Djordjevic, tutto lo staff, la società e i tifosi. Sapevamo di poterci andare vicino anche se in autunno tutti pronosticavano Brindisi o Milano, ma noi abbiamo dimostrato di avere gli attributi. Ho scelto bene, speriamo di essere solo all’inizio. Questo deve essere il primo passo per salire sempre più in alto nei prossimi anni. Con Teodosic formiamo una bella coppia, dentro e fuori dal campo. Ci troviamo a bere il caffè… ovviamente Segafredo”.

Giampaolo Ricci – “Non so cosa stia capitando. È un sogno, qualcosa che sognavo dal mio primo giorno di palestra. Pensare a vincere 4-0? A dirmelo prima mi sarei messo a ridere…”

Alessandro Pajola – “Qualcosa di immenso. Sono senza parole e la dedico a mia nonna che mi guarda da lassù. Come si arriva qua? Giocando divertendomi, da sempre. Poi vincendo ci si diverte di più. Diventare un simbolo? Magari, ma intanto godiamoci il momento.”

Aleksandar Djordjevic – “Ci ricorderemo di questo traguardo, fatto in questa maniera, siamo tutti orgogliosi. So cosa vuol dire per Bologna e per la società. Lo sapevo anche all’inizio, quando sono venuto qua, cosa vuol dire arrivare a certi traguardi. Sono una persona coerente ed è giusto ripeterlo. Sono venuto a sfidare la gloriosa storia di questa società. Purtoppo ci abbiamo messo due anni per giocare i playoff. Lo ripeterò sempre, sono orgogliosissimo dell’anno scorso, e sono convinto che sarebbero stati altri playoff di questo livello, per intensità e unità. Stiamo costruendo, non dal tetto ma dalle basi. Sono molto orgoglioso e consapevole del momento. Devo dire grazie a tutti i giocatori, hanno reagito in varie occasioni come un gruppo pazzesco, per l’unità che abbiamo creato e per quello che abbiamo mostrato, questa relazione sincera me la porterò per sempre. La società ha preso la strada giusta, noi abbiamo cercato di mettere tutte le forze sull’obiettivo. A volte si vince, a volte no. Non aver passato il turno con Kazan è stata una grandissima delusione, però prima avevamo fatto 19 vittorie di fila, è stata un’annata storica anche in quella competizione. Poi abbiamo perso gara 2 a Kazan all’ultimo tiro e in gara 3 loro hanno vinto meritatamente, mettendoci in difficoltà, e noi non eravamo fisicamente e mentalmente pronti. In questi playoff si è vista la squadra che abbiamo costruito io, Paolo Ronci e Luca Baraldi – con il permesso del dottor Zanetti che ha fatto cose straordinarie – compresa la firma a stagione in corso di Belinelli – non era tutto scontato. Noi abbiamo campioni anche di un certo carattere, come Teodosic e Markovic. Si vede quando stiamo bene, siamo una squadra diversa. Alcuni giocatori italiani giovani sono cresciuti tantissimo, Pajola in primis ma anche tutti gli altri. Sono molto contento per il nostro guerriero, il capitano Ricci che ha alzato la coppa, perchè la sua etica del lavoro non è seconda a nessuno, Abass che ha capito il suo ruolo, Hunter che è riuscito a tornare sui livelli di prima, ma anche Josh Adams che ha patito la scelta di andare su altri due giocatori nel suo ruolo. Lui si è comportato da vero signore. Io una volta arrivato Belinelli ho dovuto fare delle scelte. Sono molto contento anche della crescita di Tessitori, e mi dispiace che si sia fermato, anche prima di Kazan con il Covid. Poco a poco siamo cresciuti e arrivati a questo livello, il massimo che un allenatore possa chiedere ai propri ragazzi. Sono orgoglioso anche dello staff, che si è comportato in maniera impeccabile: Goran, Mladen, Cristian, Mattia e Tibiletti, ma anche il nostri tre fisio e il dottore. Tutto questo è un gran segno che lasciamo dietro di noi.”