Provincia di Bologna: viaggio lento tra i borghi della Rete delle Pro Loco di Bologna Est
Torri, meridiane e campanili in un percorso slow: da esplorare da soli o con le Pro Loco.
Tra colline e pianure a est di Bologna, il tempo non si misura solo con le lancette. Si ascolta nei rintocchi dei campanili, si legge nella luce delle meridiane, si scopre nei dettagli nascosti dei borghi. Da Ozzano dell’Emilia a Castel del Rio, passando per Castel San Pietro Terme, Medicina, Castel Guelfo di Bologna, Dozza, Mordano, Imola, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, prende forma un affascinante percorso che segue e devia dalla storica Via Emilia, attraversando pendii, campi coltivati e piccoli centri dove ogni orologio racconta una storia.
Un viaggio da vivere con lentezza — anche in bicicletta — dove ogni deviazione è una scoperta e ogni sosta un invito a osservare il tempo con occhi nuovi. Le Pro Loco del territorio, sempre pronte a offrire suggerimenti o itinerari guidati, sono una preziosa risorsa per i visitatori.
La Rete delle Pro Loco di Bologna Est (info sulla Pagina Facebook), nata nel 2017 con Castel San Pietro Terme come capofila, riunisce dieci associazioni turistiche con un obiettivo comune: valorizzare il territorio e promuovere un turismo di prossimità, facendo dell'accoglienza e della collaborazione la propria forza. Ogni borgo è un motivo per fermarsi. Buona esplorazione.
Ozzano dell’Emilia apre il viaggio con meridiane artistiche e spirituali, opera dello gnomonista Giovanni Paltrinieri, che decorano dimore di campagna come Casa Colina e Casa Mazzoni. Palazzo Bianchetti ospita un’altra meridiana riportata alla luce da un recente restauro. Da non perdere il borgo antico e l’imponente torre in località San Pietro, veri gioielli del territorio.
Pochi chilometri a est, lungo la Via Emilia, a Castel San Pietro Terme il tempo si manifesta con due orologi storici installati su torri civiche (Palazzo ex Pretorio e Torre del Cassero): il primo, realizzato nel 1871 da Camillo Franchini, il secondo, da Antonio Franchini, entrambi poi sostituiti con strumenti di misurazione più moderni e progettati dalla storica azienda di maestri orologiai liguri di Trebino. In Piazza Acquaderni, una meridiana solare con motto latino, realizzata nel 2002 (ancora da Paltrinieri) racconta la storia locale di un borgo medievale fondato dai bolognesi, nel 1199, come avamposto difensivo e militare.

Proseguendo si arriva a Medicina, le cui vicende storiche s’intrecciano con quelle di Federico Barbarossa. Nel borgo, dove un tempo il segnale sonoro dei “cento botti” annunciava la chiusura del castello, la Torre Civica conserva un capolavoro dell’orologiaio Burzi, mentre nella chiesa di San Mamante è custodita l’opera meccanica di Angelo Micheli, restaurata nel 1995.
A una decina di chilometri, Castel Guelfo di Bologna custodisce nel centro storico il Campanazzo, torrione che ospitava un orologio dei primi del Novecento, poi revisionato dalla ditta Melloncelli e Figli (oggi custodito a Palazzo Malvezzi-Hercolani) e sostituito infine dall’attuale di fabbricazione Trebino. Poco distante, la Galleria della Meridiana offre uno spettacolo di luce solare che segna il passare delle ore.
Più a est, Mordano si distingue per le sue Due Torri in stile neomedievale, di cui una ospita un orologio meccanico a due quadranti, installato nel 1884. Nella frazione Bubano, la chiesa della Natività di Maria Vergine accoglie un elegante campanile con orologio del 1874: leggenda vuole che il benefattore si fosse rifiutato di orientare i quadranti verso Mordano, lasciando così il capoluogo senza tempo scandito.

Ritornati sulla Via Emilia, Imola, che affascina con la sua celebre Rocca Sforzesca, celebra orgogliosa il tempo grazie all’antico orologio del Palazzo Comunale, realizzato nel 1838: sapientemente restaurato, oggi brilla in mostra nell’atrio dell’edificio cittadino. Se si passeggia per il centro, si noterà poi che la città è costellata di meridiane e orologi solari che narrano il tempo tra arte, fede e paesaggio urbano: da Villa Cenni a Palazzo Berti-Ceroni, da Palazzo Tozzoni a quello Comunale.
Salendo lungo la vallata del Santerno, si giunge a Casalfiumanese, borgo antico che, nel dopoguerra, ha visto rinascere la suggestiva Torre dell’Orologio. Il meccanismo ottocentesco, oggi mosso da un sistema elettronico moderno, conserva ancora il suo ingranaggio originale.
Pochi chilometri ancora ed ecco Borgo Tossignano, che affascina per il campanile cilindrico della chiesa di San Bartolomeo, con la sua guglia ottocentesca e l’orologio meccanico ancora funzionante, simbolo di un tempo che scorre lento e costante.
Continuando, si raggiunge Castel del Rio, con i suoi castagneti secolari: nel centro del borgo svetta un campanile (quello della chiesa di Sant’Ambrogio Vescovo) in pietra arenaria e mattoni, attento guardiano della piazza con il suo orologio solenne. Accanto, il palazzo e il ponte alidosiani raccontano, con la loro architettura, la storia silenziosa di queste alture.
A chiudere l’itinerario dedicato al tempo e al suo scandire, in prossimità della Via Emilia, è Dozza, fra i borghi più belli d’Italia. Qui sui muri dipinti del borgo medievale si trovano meridiane artistiche, un orologio ottocentesco restaurato e ancora in funzione e un invito costante a vivere il presente con un brindisi (la rocca sforzesca ospita l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna) e lo sguardo a questo incredibile museo a cielo aperto.