HEY Emilia-Romagna

I tre motivi per cui l’ONU ha scelto Bologna: l’università più antica dell’occidente, il supercomputer per lo studio del clima e il supercomputer Leonardo.

L’Emilia-Romagna diventerà la 14esima sede dellONU, che sarà collocata nel Tecnopolo di Bologna. “Arriveranno teste da tutto il mondo per relazionarsi con le sedi internazionali, un fatto eccezionale che conferma di come, in questa regione, la connessione tra tecnologia e umanesimo rappresenti oggi una delle sfide più attuali e distintive”. Lo ha annunciato il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, durante il primo appuntamento di HEY Emilia Romagna, il talk promosso da EY per dare spazio al confronto, alle idee e alle visioni di chi questa regione la vive, la guida e la immagina ogni giorno. 

Si tratta di una serie di incontri periodici, che fanno parte del Progetto HEY Italia,  ideato da Fabio Mazzocca, Senior Advisor di EY, che accompagneranno la trasformazione della regione, diventando un laboratorio permanente di idee, una voce corale che guarda avanti e costruisce, passo dopo passo, l’Emilia Romagna che verrà.

L’incontro, ospitato al Grand Hotel Majestic già Baglioni, dal titolo “Guardiamo avanti!”, ha riunito rappresentanti istituzionali e imprenditori per discutere di transizione ecologica ed energetica, coesione territoriale, infrastrutture e connessioni, filiere agricole e industriali. Tutte sfide che richiedono un pensiero condiviso, una direzione comune. Per EY è intervenuto Gianluca Focaccia, che ha annunciato l’investimento di dieci milioni di euro da parte della società per una nuova sede a Bologna, in via d’Azeglio, che ospiterà circa trecento dipendenti.

Un segnale di forte presenza sul territorio da parte della leader mondiale nei servizi di consulenza e revisione, che ha già una sede a Reggio Emilia. “EY – ha detto Focaccia – osserva con grande interesse questa regione, ricca di giovani talenti, professionisti, università e di un supercalcolatore”. Durante il talk ampio spazio è stato dedicato alle politiche giovanili, con l’accento sulla necessità di valorizzare i talenti, riportarli e attrarne di nuovi. In questo senso, la Regione sta portando avanti un impegno straordinario.

Sul tema è intervenuta Giorgia De Giacomi, delegata ANCI Emilia-Romagna, che ha sottolineato come in Italia la distanza tra giovani e anziani resti tra le più alte d’Europa. “Per molti – ha detto De Giacomi – è difficile conquistare autonomia, casa e lavoro dignitoso. Serve un vero equilibrio tra generazioni, con risorse e scelte mirate, non bonus a pioggia”. Per il vicepresidente Colla, i giovani devono poter fare esperienza all’estero, ma anche trovare nel nostro Paese le condizioni per rientrare. “Per questo la Regione Emilia-Romagna ha approvato la prima legge in Italia, condivisa da tutte le forze politiche, per attrarre e trattenere i talenti. Ora serve creare pacchetti intelligenti che favoriscano il rientro e la permanenza dei giovani”. 

Ma il nodo resta la casa. “Non possiamo avere affitti che divorano gli stipendi” ha continuato Colla. “Per questo investiremo trecento milioni di euro lungo tutta la filiera — dalle foresterie agli alloggi e agli affitti — per dare risposte concrete”. Il problema casa è stato anche affrontato da Maurizio Croci, presidente ANCE Emilia Romagna, che ha spiegato che secondo uno studio Cresme, basato sui dati 2023 e sulle proiezioni al 2033, in Emilia-Romagna per far fronte al problema serviranno 69mila nuove abitazioni. “Significa costruirne circa 6.900 all’anno, ma oggi non è possibile” ha detto Croci. “Mancano condizioni normative adeguate e sostenibilità economica”. Un approccio condiviso che si lega al concetto di rigenerazione richiamato da Susanna Zucchelli, coordinatrice della Fondazione Bellisario Emilia-Romagna, secondo cui “l’impresa non deve essere solo economicamente valida, ma deve generare valore per il territorio”. La sfida, ha spiegato, è passare dalla semplice sostenibilità al valore condiviso, coinvolgendo Regioni, Comuni e imprenditori in un nuovo modello di economia rigenerativa, capace di creare sviluppo e benessere diffuso. Sul ruolo delle imprese e sulle sfide energetiche è intervenuto anche Leonardo Figna, presidente dei Giovani di Confindustria Emilia-Romagna, spiegando che “i giovani stanno pagando scelte che non hanno fatto” e che “il nucleare non deve essere un tabù ma che la tecnologia è indispensabile per rendere sostenibile il sistema”. In chiusura, Gianluca Focaccia ha sottolineato la volontà di EY di agire come ponte tra formazione e impresa. “Vogliamo essere un connettore fra università, imprese e giovani. Abbiamo deciso di investire in questo territorio perché per noi l’investimento non è solo economico, ma anche sociale. Chiediamo alla Regione la possibilità di fare questo ‘di mestiere’: mettere insieme competenze, supportare l’ecosistema, generare valore condiviso. Siamo qui, investiamo sul territorio e vogliamo farne parte”.