
Progetto ‘Taste innovators-La Versione dello chef’ che coinvolge 7 chef da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto
Due giovani e talentuosi chef di Bologna ambasciatori della Patata di Bologna Dop. Si tratta di Lorenzo Coccovilli del locale ODD e Marco Meggiato di Allegra, testimonial attraverso una ricetta inedita da loro ideata nell’ambito del progetto “Taste Innovators-La versione dello chef” promosso dal Consorzio di Tutela Patata di Bologna DOP. “Dolceamara Bologna” il nome del piatto di Coccovilli, “La Primura Japan Style” per Meggiato.
Unici bolognesi protagonisti in questo progetto, condividono questo percorso insieme ad altri 5 giovani cuochi da tre regioni italiane scelti per creatività e talento: Giorgio Rattini di Osteria da Oreste (Santarcangelo di Romagna – Rn), Silvia Banterle di Stilla (Colognola Ai Colli, VR), Paolo Giraldo di Uva (Padova), Mariasole Cuomo di Spore (Milano) e Davide Esposito di Osteria Lagrandissima (Milano). Tutti loro hanno realizzato una ricetta originale con al centro la Patata di Bologna Dop, la prima a ottenere la DOP in Italia, prodotto da 70 anni radicato nella tradizione agricola bolognese.
Tutti gli chef inoltre hanno raccontato il loro progetto in cucina insieme alla Patata di Bologna Dop in un video insieme a Giano Lai e Francesca Manunta di “Cosa mangiamo oggi”, content creator forti di un grande seguito di appassionati e professionisti della ristorazione.
Perché i due chef bolognesi hanno aderito al progetto? Lo spiegano loro stessi.
Lorenzo Coccovilli: “Questa ricetta nasce dal gioco e dalla scoperta. Come un bambino scava la terra senza sapere cosa troverà – una patata piccola, grande, perfetta o irregolare – così Dolceamara Bologna invita a cercare e a lasciarsi sorprendere. Ho scelto la Patata di Bologna DOP perché, grazie alla sua particolare texture setosa, liscia e corposa, mi permette di giocare con tante consistenze diverse e dare forme alla mia fantasia”.
Marco Meggiato: “Il pensiero che c’è dentro il mio piatto? Scomporre la patata in varie preparazioni in modo che si distinguano al palato tutte le sue singole caratteristiche. Preferisco la Patata di Bologna DOP perché mi dà sempre un vantaggio incredibile: la sua grande versatilità che mi permette di spaziare in cucina”.
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